La RAI che non vorRAI

Ribatto un interessante articolo di Punto informatico sul fatto che anche il nuovo portale della RAI utilizza estensioni proprietarie del Web, in barba a ogni considerazione sull'accessibilità e la neutralità. Ricordiamoci che la RAI deve rispettare un contratto di servizio, che solo pochi mesi fa avevamo altamente lodato per le sue aperture  a frome di condivisione legale dei contenuti.

Proprio non ce la fanno, non riescono a comportarsi da cittadini digitali decenti, eppure ci vuole così poco, basta un po' di buona fede…

Il pezzo, contrariamente alle licenze in uso su questo sito, è sotto Creative Commons By-Nc-Sa, ovvero, in aggiunta alle condizioni usuali, non può essere usato per scopi commerciali. Questa licenza non mi piace, ma meglio che niente…

Aggiornamento: La RAI risponde e modifica. Non ancora una soluzione ottimale, ma già qualcosa… 

Rai.tv, il debutto inciampa negli ActiveX

Roma – Da pochi giorni è online la nuova release di Rai.tv, l'atteso portale multimediale della RAI, che dovrebbe permettere prima o poi di godere anche dell'immenso archivio storico dell'emittente, che comprende trasmissioni che hanno talvolta plasmato il costume e la cultura italiani. Il sito offre anche alcuni contenuti 2.0 per promuovere il contributo degli utenti.

Un grafica essenziale ma curata e un razionale approccio che divide in canali tematici il materiale a disposizione costituiscono una gradita sorpresa, mettendo il navigatore a suo agio e offrendo una interfaccia decisamente più efficace di quella di RaiClick (che probabilmente verrà progressivamente inglobato nel nuovo portale). Di sicuro interesse l'idea di integrare i Podcast, che tuttavia al momento non sempre sono attivi o aggiornati.

Se la nuova veste grafica sembra studiata per soddisfare anche i palati più esigenti, lo stesso non si può dire della infrastruttura tecnica a cui è affidata la trasmissione dei contenuti. Come segnalato da più fonti, la tecnologia adottata è basata sui Microsoft ActiveX. Se da un lato qualcuno la ritiene persino obsoleta, dall'altro il limite principale di questa scelta è la compatibilità quasi esclusiva con Windows e Internet Explorer.

Chi tenti di visualizzare uno dei filmati messi a disposizione con un browser a grande diffusione come Firefox, ottiene infatti un eloquente avviso: “Per la visione del video è necessario: Plug-in ActiveX per Firefox”. Cliccando si viene dirottati su un sito dove è possibile scaricare una estensione per il browser di Mozilla.org, che tuttavia è disponibile solo per versioni di Firefox dalla 1.5 in giù, ossia versioni non aggiornate e sconsigliate persino da Mozilla Foundation.

Se ciò accade è perché gli sviluppatori del plugin ne hanno cessato lo sviluppo, ritenendo questo tipo di sistema ormai superato da soluzioni più avanzate per la webTV come quella sviluppata, tra gli altri, da YouTube. In alcuni casi è possibile installare ugualmente l'estensione anche su Firefox 2, ma l'operazione non va sempre a buon fine.

Camin che fumanoSituazione analoga si verifica anche sui sistemi Mac: Firefox tenta di visualizzare il contenuto appoggiandosi a QuickTime (spesso senza particolare successo o con evidenti problemi grafici), mentre Camino restituisce un laconico “Tipo di file non supportato” (vedi foto) e non va meglio neppure tentando di usare Safari. Analoga situazione, se non peggiore, per gli utilizzatori di sistemi GNU/Linux, per i quali non esiste alcuna alternativa utile.

Stupisce la scelta di impiegare questa tecnologia: soluzioni diffuse come MPEG4 avrebbero garantito quella interoperabilità con tutte le piattaforme annunciata nel Contratto di Servizio firmato lo scorso aprile. Persino una soluzione non freeware basata su Flash avrebbe permesso maggiore fruibilità dell'archivio, che invece nella situazione attuale nega il principio di neutralità della rete da molti auspicato.

Una situazione che ha irritato non poco gli utenti, e non soltanto in Italia. Sono dunque partite due iniziative, molto simili nei contenuti, che si propongono di inondare le caselle di posta elettronica RAI con missive di protesta.

“La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio www.rai.tv stesso” si legge nella lettera, “perché preclude l'accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox”.

In conclusione “la scelta di utilizzare ActiveX limita l'accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux – e di cui tutti devono poter usufruire”.

Le due iniziative parallele, con il testo completo della lettera da inviare, sono disponibili qui e qui. Mentre scriviamo dalla RAI non è ancora giunta alcuna risposta ufficiale.

Luca Annunziata

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