Ho già detto “Tutte le cose buonetm prima o poi finiscono”? Sì, l’ho fatto, ovviamente. Dopo 33 anni di indiscussa leadership nel più grande produttore di software al mondo, Willam H. Gates III — al secolo Bill Gates –, si è dimesso da ogni carica esecutiva in Microsoft.

Nonostante vanta credito per almeno un paio di capelli grigi sulla sua ancora folta chioma — e forse un paio di decimail dal suo portafoglio azionario — devo dire che la fine di un’era getta un’ombra di tristezza su di me. Ma almeno il personaggio è in buona salute, così come apparentemente la sua creatura.

Come sarà la società senza Gates? La mia prima risposta è: più Gates che mai. Tuttavia ho visto eventi contrastanti che sono ancora lontano dal capire appieno. Da una parte, preoccupanti notizie di comportamenti antitrust vecchio stile, come se fossimo ancora nei ruggenti anni novanta (piuttosto preoccupanti, se veri, e le ho da fonti affidabili); dall’altra parte, un’atteggiamento più amichevole verso il Software Libero (open source) e in generale verso concorrenti e autorità antitrust.

Allora Microsoft è una società dalle molte anime? Difficilmente. Un’impresa non ha anima, sta lì semplicemente per fare profitto e confortare gli azionisti, o così sembra l’atteggiamento a Redmon, WA. Mi sta bene, non c’è obbligo di essere graziosi verso gli altri, solo il rispetto della legge è obbligatorio. Certamente, se uno oltrepassa i limiti, non dovrebbe poi lamentarsi a tutta voce quando preso con le mani nel sacco. Ma non è questo il punto. Una grande impresa — e Microsoft è grande per ogni misura di paragone — è sempre fondata su un management di alto livello molto diversificato. Una spiegazione per i comportamenti contraddittori potrebbe essere in ciò: parte della società vuole mantenere il vantaggio competitivo tramite ogni mezzo, un’altra parte vuole liberarsi da un discutibile (e molte volte discusso) passato al più presto. Indovinate per quale parte tifo?

Per il momento, auguri di buona fortuna a Bill Gates, e se gli capita di trovare qualche milione dimenticato in un vecchio paio di calzoni, perché non mandarli a un paio di associazioni per il Software Libero che posso suggerirgli? Non gli salverà l’anima nel Paradiso del Software (non azzardo giudizi su quello “ufficiale”), ma certamente aiuterebbe. Temo proprio che la sua eredità nella società tirerà nella direzione opposta ancora per qualche anno.

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