Note:Updated to include lock-in and tying. Some changes on moral rights to clarify that
Laws are more often than not an annoyance, despite their aim to improve the legal framework in any given field. Free Software (AKA "Open Source") has thrived despite the absence of any legal recognition by the law, if not in spite of rules that clearly are shaped around proprietary software. In many jurisdictions it has passed the enforceability test. So, no laws seem necessary to make it work. Yet, can some legal principle be put forward, and included in some laws, to help?
"If it works don't fix it", so goes the common saying. But if it works now doesn't mean it will work forever. It is nevertheless upon lawyers, and legislators alike, to foresee problems ahead of their actual happening, and brace for the potential harmful event. But any laws that would regulate Free Software would likely harm some parts of it, and change the games to favor one kind over another, or impose conditions that are not welcome or productive – something that legislator, even with the best intentions, often do – and in general could cause as many troubles as they would produce benefit. "Primum non nocere" is the paradigm for medical actions, even though drugs by definition only produce a net benefit by inflicting some limited damage. Is there a medicament that has entirely good effects without any negative ones? Arguably there is not. But with laws we can achieve something closer to this optimal benefit, which economists know as "Pareto Efficiency".
So this is a call for Pareto Efficient Laws, and Pareto optimal only laws.
Si tratta di una rivista "peer reviewed" che si propone di offrire una visione scientifica e distaccata del fenomeno legale e sociale del Software Libero, ospitando voci di legali, economisti, operatori del settore. La rivista è guidata in modo "non partigiano" da un comitato editoriale di quindici membri che ruota parzialmente a ogni uscita. Io ho fatto parte del comitato per questa uscita e probabilmente anche per la prossima.
Ogni contributo è bene accetto e verrà vagliato secondo gli standard usuali per il tipo di pubblicazione
E chi l'ha detto che per imparare l'informatica serva un computer?
Segnalato da uno dei traduttori, l'ottimo Prof. Renzo Davoli dell'Università di Bologna, ecco che mi sono imbattuto in quello che in Italia non avevo mai visto: un libro di informatica per i bambini che insegna l'informatica attraverso il gioco. Il libro si chiama "CS Unplugged" (Computer Science Unplugged, la scienza del computer a spina staccata) ed è concepito come uno strumento didattico per gli insegnanti, con utili materiali ed esercizi. È disponibile sotto le licenze Creative Commons attribution-non commerciale-no opere derivate. Viene reso disponibile grazie al contributo di Google. Non richiede l'uso di computer.
A cura di Simone Aliprandi, è uscito per i tipi di Stampa Alternativa un interessante libro dal titolo Creative Commons: manuale operativo Guida all'uso delle licenze e
degli altri strumenti CC. L'opera è liberamente scaricabile in rete e – piuttosto ovviamente – licenziata sotto una licenza Creative Commons.
Dopo un periodo di lavoro interno, il gruppo di lavoro di Creative Commons Italia e' lieto di pubblicare la bozza della versione 3.0 delle licenze Creative Commons tradotte in italiano e adattate all'ordinamento giuridico italiano.
Questa pubblicazione e' l'inizio di un periodo di consultazione a cui sono invitati tutti quanti siano interessati alle licenze Creative Commons. L'obbiettivo e' di raccogliere suggerimenti, consigli, dubbi, critiche, nonche' di segnalare eventuali errori o inesattezze concettuali o sostanziali presenti all'interno delle bozze qui presentate.
Il periodo di consultazione si chiudera' il 21 settembre 2007.