Arriva anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento di primavera con gli standard documentali e multimediali aperti ed in generale il software libero.
Aduc, an Italian Consumers association, has served on Microsoft Italia (the local branch of Microsoft Corp) a class action complaining that the company consistently refuses to reimburse users the price of ubiquitous windows licenses, bundled with OEM (Original Equipement Manufacturers) computers. I am part of a much larger legal team that has produced it and I can briefly illustrate what it is about.
Italy has adopted a regulation (Art. 140 bis of the Italian Consumers Code) that allows consumers individually (not consumers associations, which is strange) to file class actions, through ordinary proceedings, open to be joined at a later time. A class action is a case which is arguably identical to a class of users and which is likely to protect the interest of this class. Unfortunately, the Italian version has been adopted with very odd provisions that limit the effectiveness of it, as one can read in this document by Aduc (in Italian).
La notizia è di quelle che fanno una stagione, e arriva praticamente inattesa (anche se onestamente ne avevo avuto più di un sentore): una fondazione indipendente per promuovere la nuova versione "community" della suite per ufficio di Sun Microsystem, ora di Oracle. The Document Foundation annuncia LibreOffice. Ci si chiede a questo punto se abbia ancora una sua ragion d'essere Openoffice.org, visto che i membri più influenti della comunità sembrano essere passati alla fondazione, inclusi i miei amici Italo Vignoli, Florian Effemberg, Davide Dozza e Charles Schulz (in puro ordine randomizzato).
La Free Software Foundation Europe è il facilitatore di un gruppo di legali che include centinaia di esperti provenienti dalla professione, dall'industria e dalle università in tutto il mondo. Uno dei gruppi di interesse specifico (SIG) si è dedicato per circa un anno a produrre un documento che spiega come combinare tra loro differenti applicazioni e librerie software sotto differenti licenze e come queste possano essere o non essere considerate un prodotto derivato di ciascuna altra.
Il risultato è quello che chiamiamo il "linking document". Potrà non essere perfetto, ma è una valida piattaforma di discussione intorno una materia che fa venire più di un mal di testa a numerosi attori nel campo. Per trovare una discussione simile, ancorché controversa e limitata alle sole licenze GNU, si deve far riferimento alle FAQ della FSF.
L'International Free and Open Source Software Law Review, (IFOSS L. Rev.) Volume 2, Issue 1, è uscito con un mio articolo circa il recente caso in cui la Corte Costituzionale ha ritenuto -- tra altre cose -- legittimo costituzionalmente accordare preferenza nelle gare di appalto a programmi sotto condizioni di Software Libero. L'articolo si intitola: "Italian Constitutional Court gives way to Free-Software friendly laws". Questo l'abstract (in inglese):
Qualche utente più smaliziato avrà notato che il sito ha ora un font (la famiglia di caratteri tipografici) diverso dal solito. Non è un ghiribizzo estetico, ma l'occasione per parlare di font e copyright.